a onor del vero • 30. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI

I Promessi Sposi
Capitolo VIII, matrimonio a sorpresa
 

«In mezzo a questo serra serra, non possiam lasciar di fermarci un momento a fare una riflessione. Renzo, che strepitava di notte in casa altrui, che vi s’era introdotto di soppiatto, e teneva il padrone stesso assediato in una stanza, ha tutta l’apparenza d’un oppressore; eppure, alla fine de’ fatti, era l’oppresso. Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a’ fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo… voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo»


Dal 1° luglio 2019 l’amministrazione Benesperi ha solo sparso coriandoli, un ininterrotto “carnevale di Agliana”

 

IL SISTEMA GIUSTIZIA È IN CORTO CIRCUITO

 


 

Il compleanno di Pedrito 2020 festeggiato fra intimi: l’assessore aggressivo Ciottoli, il sindaco di fatto (dott.ssa Aveta) e il sindaco nominale Luca l’epigastràlgico. Ciottoli, con la delicatezza che gli è propria, ci faceva arrivare questa foto a sfottò. La inviava al suo aggredito Alessandro Romiti…

 

1. È il caso di tornare ancora sul terremoto che ha scosso Agliana il giorno di San Martino, 11 novembre scorso, con l’arresto di due vigilesse e tanta rivoluzione mediatica della stampa organica.
E preme anche insistere su certi piccoli particolari indicativi di una diffusione di notizie se non false, sicuramente approssimate al massimo grado.
 

2. È ormai chiaro, perché è nelle cose e nei fatti, che la procura della repubblica di Pistoia è naturaliter portata a sostenere parti precostituite, specie se originate da dati di fatto della massima gravità, alla strega di attentati terroristici: ad esempio il furto aggravato di una chiave che solleva la lapide non del vaso, ma del sarcofago di Pandora.
Per fatti di così grave lesione umana e violazione della legge, non basta neppure un sostituto: se ne muovono addirittura due in tandem; si fanno intercettazioni per un anno; si finisce col violare tutte le norme. Di legge? No: del buonsenso, che è anche peggio.
 

3. Non si vede niente, in procura, se non quello che si vuole vedere. Non si persegue nessuno, in procura, se non coloro che le «autorità costituite» le mettono in discussione e in serio pericolo non per sfizio, ma perché non sono assolutamente affidabili.

4. E fra un segretario comunale che favorisce il flusso dello status quo e vigli e comandanti che rompono le scatole perché, magari, risultano “poco flessibili”, se non addirittura antipatici, si ascolta volentieri una (consentiteci) «denuncia di chiave rubata». Minchia che danno alla repubblica! 

5. In realtà – e qui siamo nel campo delle verità fattuali, dimostrabili per via documentale e quindi non contestabili – la segretaria generale di Agliana se è vittima di veleni, la è di quelli che lei stessa ha contribuito a spargere dal terzo piano di palazzo comunale. 

Chiunque è capace di fare il segretario comunale in questa maniera: 1. ti chiedono un documento; 2. te lo tieni per te; 3. motivi con un parere di un estraneo che, in quanto tuo consulente, ti confeziona il «bacio Perugina» a misura di committente. Tutto sommato una gran bella vita, no? Poi arriva la procura con due sostituti e mette tutti sotto inchiesta per il furto di una chiave

6. Voglio ricordare, a chi ne ha preso le difese “a capocchia”, che la signora Paola Aveta è stata sin da sùbito allertata da noi come Linea Libera su varie situazioni molto parecchio assai anòmale, discendenti dalle gestioni Magnanensi-Ciampolini e succedanei (ma Mangoni ebbe un momento di resipiscenza e adottò un «operoso ravvedimento», pur essendo – a nostro avviso – sin troppo buono nei confronti di certe vergognose furfantate). 

7. La allertammo con Pec che parlavano, documenti alla mano; invitandola a fare il suo dovere di dirigente. Lo ho fatto? No.
La allertammo di nuovo, non più di un paio di mesi fa, sempre per Pec, diffidandola ad adempiere al suo dovere. Lo ha fatto? No.
Di che può lamentarsi, quindi? Di non voler svolgere i suoi doveri di dirigente e di essere disturbata nel suo placido sonno di inerzia agrumiése?
 

8. Eppure, questa gentile dottoressa un po’ – come si dice – “piaciona” e sorridente a tutti, appena riceve, nel giugno 2020, una lettera anonima via mail, si attiva immediatamente.
Va dalla guardia di finanza e denuncia, con il suo assessore prediletto e “paggio Fernando” Ciottoli, lui che agisce di mano e di crick.
Non è che denunci la violazione delle caselle postali del sistema informatico del Comune; non è che denunci il reato di anonimo; non è che chieda il sequestro delle macchine e dell’intero sistema informatico del Comune: no.
Lei denuncia una persona rammentata nella lettera anonima. Una persona a cui aveva già fatto capire che le avrebbe assai volentieri “troncato le gambine”.
 

9. Personalmente io chiedo di entrare in possesso di copia della lettera anonima che mi vede fra le persone citate, ma la signora Aveta, d’accordo con il sindaco e con il Ciottoli, risponde che questa lettera non me la dà.
Diciamo meglio: la signora Aveta non dà niente. Mette tutto in cassaforte; secreta ogni cosa e quando le chiediamo le registrazioni filmate del Ciottoli che aggredisce Alessandro Romiti in comune, ci risponde con una risposta di consulenza di un avvocato che…
Insomma: la signora Aveta riscuote da segretario, ma più che il segretario svolge l’ufficio che si preoccupa di «segretare» ogni cosa.
Se questo è un dirigente responsabile anche dell’anticorruzione, ce lo dovrà dire il duo De Gaudio-Serranti al momento opportuno, quando dovranno essere calate le carte in tavola.
 

Come vedete, tu scrivi alla segretaria comunale (anche responsabile anticorruzione), alla giunta, ai capigruppo consiliari (dunque pure i coraggiosissimi Vannuccini, Bartoli e Guercini, paladini della legalità), al presidente del con[s]iglio comunale, e nessuno batte ciglio. Poi arriva una vigilA che strilla che le hanno rubato una chiave e partono due sostituti, De Gaudio-Serranti, e il luogotenente Maricchiolo, che si diverte a monitorare una baracca di persone per un anno. Ovviamente a spese del contribuente. E la giustizia non è al collasso?
10. Che altro dire, o vigilA Traversi della chiave rubata, se la Paola Aveta, invitata dal dottor Iorio a consegnarmi la copia della lettera anonima ricevuta, s’è rifiutata anche al prefetto stesso?
Onestamente a noi pare che, come in ItaGlia, anche a Agliana/Agrùmia regni l’anarchia istituzionale. Poi fate voi.
 

11. Personalmente mi rivolgo, in séguito, alla procura per ottenere la copia della lettera ai fini costituzionali del mio diritto di difesa, e un sostituto ne chiede l’archiviazione perché… non gli ho fornito la lettera, quella stessa che io le stavo chiedendo perché l’Aveta me la stava negando.
Alla faccia della mia personale illogicità contestatami dal tenendo colonnello dei CC Stafano Nencioni.
 

12. Forse la miglior cosa sarebbe davvero che venisse ritorivata la chiave rubata e che, tutti i personaggi di questa tristissima tragi-commedia, non quelli che sembrano delinquenti come Renzo, mentre in realtà sono vittime di un don Abbondio all’apparenza mite, ma nella sostanza prevaricatore e attore di soprusi, venissero presi, accompagnati nella torre della Muta a Pisa e chiusi lì dentro come dei conti Ugolino, per dopo buttare la chiave in Arno, non vi pare?


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Assessore Ciottoli, strilla poco. Diméttiti e libera tutti
dalla tua incompatibile presenza!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.it]


 

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