
PISTOIA-MONTAGNA. Non ce ne dovrà volere la collega Daniela Ponticelli – a cui, tra l’altro, siamo legati da cara amicizia risalente a quasi un quarto di secolo fa, quando lavoravamo al Tirreno degli anni d’oro, sotto la direzione di Giuliano Fontani –; non ce ne dovrà volere se, a pubblicare questo suo comunicato che segue, risalente al 28 agosto scorso, abbiamo atteso fino ad oggi.
Lo abbiamo fatto con «materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso» come si dice per il peccato mortale, per diversi motivi: uno è che domani (vedi) il Crest torna all’attacco per l’ex-ospedale di San Marcello, di cui, nel comunicato Asl che leggerete qui sotto, si afferma testualmente: «Tra i presidi sorteggiati per la verifica vi è stato anche il Piot (presidio integrato ospedale e territorio) di San Marcello – diretto dal dottor Roberto Biagini e dalla dottoressa Sara Melani che ne è la referente aziendale – che è stato definito dai commissari un “modello organizzativo innovativo, frutto di un progetto teso a riqualificare e riorganizzare l’attività ospedaliera e territoriale della Montagna”».
Ecco: tutto sommato molto bene abbiamo fatto a rimandare, in primo luogo anche perché abbiamo lasciato sbollire la nostra assoluta indignazione per come lo scempio della sanità toscana e, nella fattispecie, pistoiese e montana, viene piratato e presentato all’opinione pubblica del popolo beone e beota (nell’intenzione del potere, s’intende).
E questo giudizio, signori dell’Asl 3, non è nostro: lo hanno espresso, appena ieri, 31 agosto, tre consiglieri del Pd di Pistoia (di cui un medico) nell’intervento «Ma Renzi è democratico o no?», uno scritto che affronta in esplicito proprio i temi della sanità toscana massacrata dalla gestione Enrico Rossi, munifica e spendacciosa soltanto nei confronti del project financing ospedaliero e della creazione di costosi, quanto inutili, dirigenti, sia tecnici che amministrativi (vedi anche qui: La francescana regione rossa che chiama ai sacrifici ma ‘butta il lardo ai cani’ e La francescana regione rossa che chiama ai sacrifici ma ‘butta il lardo ai cani’. 2).
Ora, però, leggetevi – e stupite – la nota-stampa dell’Asl 3, nella quale «Tutto va ben, madama la marchesa»; che poi ci torniamo ancora un po’ su.
VERIFICHE DI QUALITÀ. BENE AREA MATERNO INFANTILE,
AREA FUNZIONALE MEDICA, PIOT DI SAN MARCELLO E PREVENZIONE
DALLA GESTIONE DEI PAZIENTI, ALL’ACCESSO ALLE CURE
FINO ALL’INFORMAZIONE CON PERCENTUALE AL 90%.
ASL3 AI PRIMI POSTI IN REGIONE

PISTOIA. Ha raggiunto una percentuale pari al 90,13% la Asl3 di Pistoia nell’accreditamento istituzionale delle sue strutture organizzative funzionali. Un dato tra i migliori in Toscana. Tra il 2012 e il 2013 – secondo quanto riportato dall’ultima relazione sanitaria – la Asl3 ha superato tutte le verifiche di valutazione previste dall’esame regionale (verifica svolta dal “Gruppo tecnico regionale di valutazione”): dai rigorosi standard che riguardano la gestione dei pazienti, all’accesso alle prestazioni, fino all’umanizzazione delle cure, all’informazione e alla tutela dei diritti dei cittadini e delle loro famiglie.
Tutte le verifiche di accreditamento hanno avuto un esito positivo come ad esempio l’area materno infantile – diretta dal dottor Rino Agostiniani – ed in particolare i percorsi nascita e pediatrico. In questo ambito è da sottolineare il risultato conseguito dall’unità funzionale consultoriale della zona di Pistoia – diretta dalla dottoressa Monica Cimoroni (il migliore in assoluto della regione Toscana) – con un punteggio pari al 97%.
Il servizio, oltre ad offrire e garantire percorsi strutturati, accessibili e gratuiti che seguono la donna dalla gravidanza fino al parto, secondo i valutatori risponde ottimamente, interpretando al meglio i principi di gratuità e universalità del Servizio sanitario nazionale, anche a bisogni emergenti determinati dal disagio sociale provocato dalla crisi economica.
“Un dovere etico per un’azienda pubblica come la nostra – evidenzia la direzione aziendale – che mira ad assicurare a tutti i cittadini equità nell’accesso alle cure appropriate di cui hanno necessità”.

Tra i presidi sorteggiati per la verifica vi è stato anche il Piot (presidio integrato ospedale e territorio) di San Marcello – diretto dal dottor Roberto Biagini e dalla dottoressa Sara Melani che ne è la referente aziendale – che è stato definito dai commissari un “modello organizzativo innovativo, frutto di un progetto teso a riqualificare e riorganizzare l’attività ospedaliera e territoriale della Montagna”.
I commissari hanno verificato che nel presidio sono presenti i medici di medicina generale e i pediatri, gli infermieri domiciliari ed ambulatoriali, i servizi sociali, la prevenzione, la specialistica, la riabilitazione funzionale, i servizi amministrativi, il 118 e il punto di primo soccorso, oltre al reparto ospedaliero di medicina al quale saranno integrati due posti letto di cure intermedie.
“Dal punto di vista organizzativo il modello è stato molto apprezzato – spiega la direzione – e sulle criticità legate ai requisisti strutturali ed impiantistici sono a conclusione gli interventi previsti da un piano di investimento dettagliato, a dimostrazione che l’Azienda intende investire nelle strutture della Montagna con spirito di innovazione ed in particolare per quanto riguarda il Lorenzo Pacini è stato concretamente dimostrato che, anche in tempi di difficoltà finanziarie, come quelli attuali, è possibile recuperare efficienza”.
A breve nel Piot saranno operativi anche il Cup e il punto prelievo.
Altissimi gli standard di qualità anche per l’area medica del presidio ospedaliero di Pescia – diretta dalla dottoressa Grazia Panigada – anche in considerazione della rilevanza socio-sanitaria dei bisogni a cui rispondono i percorsi coinvolti: oncologico, medico e riabilitativo.
Esito positivo infine per tutte le verifiche sul dipartimento di prevenzione – diretto dal dottor Stefano Cantini –: i servizi sono risultai in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi richiesti dalle normative anche nazionali.
[scritto da daniela ponticelli, giovedì 28 agosto 2014 – ore 12:30]
Bene. Se ora siete freschi freschi dagli squilli del Magnificat sanitario, pensate solo che il divieto di autocelebrarsi, in questa sorta di Stato allo sfacelo, è imposto, ope legis, solo a quel vanesio del signor Cavaliere di Arcore, e solo quando non patteggia con il Bomba: perché la vera Democrazia, quella con la D maiuscola di Enrico Rossi, quella lì, può arrogarsi il diritto di creare un proprio organismo – il «Gruppo tecnico regionale di valutazione» – che decide come e cosa dire dei padroni che gli pagano il pane.
Vedetevi questo documento www-medicoeleggi-com.pdf e, sùbito dopo – date retta – ritiratevi in Tibet o nel deserto della Mongolia.
Ci si sta meglio.
2 thoughts on “ASL3 PISTOIA, OVVERO QUANDO SI DICE «MA QUANTO SIAMO BRAVI»”
Comments are closed.