
PISTOIA. Dopo la pubblicazione della sentenza sugli ammanchi in Comunità Montana (vedi), un colloquio con Giuliano Sichi è necessario; anzi, indispensabile: se non altro per saggiarne gli umori.
– È uscita la sentenza della Corte dei Conti. La richiesta che le è stata fatta si aggira sui 365mila €. Si può essere soddisfatti di questo? Nel senso: non è comunque una cifra enorme, visti la rivalutazione e gli interessi dovuti, pur se, secondo Eller e la Procura di Pistoia, lei sarebbe debitore di ben 1 milione e 200mila euro?
Sia io che l’avvocato Bonaiuti siamo non soddisfatti, di più: molto soddisfatti. E lo siamo per un motivo molto semplice e, credo, chiaro a tutti: siamo dinanzi alla dimostrazione lampante e incontrovertibile che la relazione Eller non è poi quel capolavoro come vi hanno sempre detto. Non è credibile, infatti, che la Corte dei Conti non sappia fare il suo mestiere, non crede…? Tant’è vero che i 40mila euro che la Comunità Montana ha pagato per la relazione Eller non sono stati imputati come danno erariale né a mio carico né a carico degli altri convenuti… La Corte dei Conti ritiene che questa sia una consulenza voluta esclusivamente dalla dirigenza della Comunità montana e noi non dobbiamo farcene carico.
– Restiamo sempre ben ancorati ai fatti e ai conti. A suo parere, qual è l’errore di fondo per cui la Corte le richiede quella cifra, mentre Procura e Eller puntano ben più in alto? A suo avviso la relazione Eller tentenna, ma se lo fa, quale potrebbe esserne la causa?
Cerchiamo di essere più precisi. Credo che si possa dire che c’è un margine d’errore da entrambe le parti. Sul primo versante, il principale, la relazione Eller sembra essere inaffidabile, forse perché scritta senza sufficiente ponderazione.
Al di sotto delle valutazioni delle due parti c’è un’evidente difficoltà a orientarsi nella materia complessa e ingarbugliata, o la differenza tra le due richieste non sarebbe così marcata: 7-800mila euro.
Cerchi di seguirmi con attenzione: torno a quello che lei stesso ha scritto l’altro giorno nel suo articolo (vedi). Mancano ancora carte, mancano documenti e pezze d’appoggio, mancano attente valutazioni sui dati.
Non mancano, invece, ipotesi: e a mio avviso Eller ha lavorato molto su questo; ha fatto il “trapezista senza rete”, parlando in metafora. Credo che l’impalcatura complessiva di tutto il lavoro sia stata tirata su in maniera troppo frettolosa e approssimativa. È mancato, insomma, il rigore del ragioniere.
A tempo e luogo (e non voglio aggiungere altro) caleremo sul tavolo le nostre carte. E allora, e solo allora, vedremo meglio…
– Dunque, Sichi, lei si sente tranquillo…?
E perché no? Mi sento tranquillo sia sul versante amministrativo (l’avvocato Ettore Nesi appellerà la sentenza e mostrerà di non parlare a vuoto), che su quello penale, grazie al lavoro che sto portando avanti con l’ avvocato Bonaiuti.
E a questo proposito… ne abbiamo discusso e abbiamo concluso che, stando le cose come stanno, e considerato che la sentenza della Corte dei Conti è in rotta di collisione con la relazione Eller, siamo sempre più che convinti che (pur se siamo stati generalmente criticati da tutti) non abbiamo sbagliato ad avanzare istanza alla Provincia per il rimborso di quanto da me versato all’inizio di questa incresciosa disavventura…
– Leggendo i commenti comparsi sulla stampa, sembra però di capire che, sia pure con tutte le velature del caso, stia circolando una tesi comunque colpevolista nei suoi confronti; una prospettiva, si direbbe, “a tesi” – il che potrebbe far comodo specie alla politica montana che, pur essendo stata presente e attiva, sostiene da sempre di non essersi mai accorta di ciò che lei avrebbe fatto o commesso. Personalmente, come si difenderebbe da questa sfavorevole ipotesi?

Le ho sempre detto che mi difenderò direttamente in aula… L’aula è dura e impietosa: ma è anche l’unica area suscettibile di trasformarsi nel luogo in cui la verità può venire a galla, emergere e affermarsi. E sotto questo punto di vista, mi sento al sicuro; io non ho commesso quello che mi viene contestato e con il mio avvocato lo dimostrerò.
– Una cosa che fa particolarmente impressione è che è stato detto che lei ha agito con dolo, mentre gli altri solo con colpa grave. Perdoni l’insistenza, ma è d’accordo con questo o anche gli altri, secondo il suo punto di vista, hanno colpe e responsabilità più gravi e di concreta rilevanza penale?
Io non sono d’accordo per niente. O (detto tra noi) siamo tutti colpevoli per dolo, o altrimenti non capisco perché mai io debba essere l’unico accusato di aver agito dolosamente.
Voglio dire di più. Da cosa si deduce, in concreto, la dolosità della mia azione? Pensi bene: nessuno ha mai cercato la documentazione che prova la mia estraneità ai fatti, dove doveva essere cercata. Come del resto molti dei documenti e delle certificazioni contabili non sono depositate a fascicolo e non sono mai saltate fuori…
Eppure anche sul terzo filone delle accuse che mi riguardano, i 76mila € di cui hanno parlato di recente i giornali, tutta la documentazione contabile, che sembra data per inesistente, è invece tutta agli atti della Provincia, come le dissi anche nella nostra precedente intervista… Dunque: perché solo io devo essere il responsabile doloso? Non crede?
– Ci impressiona – noi che non siamo ragionieri, ma che non siamo neppure digiuni di conti – il fatto che, alla fine, alla Comunità venga a mancare (questo ha detto in buona sostanza la Corte dei Conti) una somma di circa 350/360mila euro. Ci impressiona che la somma mancante somigli, sin troppo da vicino, ai 35omila euro pagati “a babbo morto” e senza garanzie e impegni all’azienda che avrebbe dovuto costruire la funivia Doganaccia-Croce Arcana. Potrebbe essere così o le spiegazioni sono altre…?
Vedrà che, strada facendo, le cose tenderanno a chiarirsi sempre di più…
– Ma torniamo a un punto dolente; ombelicale. Anche se già immagino… Perché, Sichi, lei decise di rinunciare al patrocinio dell’avvocato Turco…?
Direttore, può insistere quanto vuole, ma non mi schioda dalle mie posizioni. No comment! Anche perché violerei il segreto istruttorio e non voglio inguaiarmi più del dovuto (o più di quanto mi “abbiano inguaiato”…). Vedremo…
Vedremo, le ripeto, strada facendo e al momento opportuno. Non dubiti: a un certo punto tutto sarà limpido… Tutti vedranno. Vedranno che i colpevoli stanno e saranno trovati altrove…
POSSIBILE CHE ALCUNI DI QUESTI SIGNORI, NON SI SIANO MAI ACCORTI DI NULLA? CI STA MA IO HO DEI DUBBI!!!!!! MI RIFERISCO A QUESTI:
Moreno Seghi, Oreste Giurlani, Valerio Sichi, Bernardi Luca, Nesti Graziano, Vogesi Francesca, Giovannetti Antonella, Taliani Mauro, Mauro Gualtierotti, Barrocci Giampiero, Giandonati Ilio, Filoni Mauro, Giorgi Roi, Antonella Giovannetti, Valdisseri Fabio, Tonarelli Fulvio, Martino Renzo, Michelotti Alessandro, Strufaldi Carla, MOntagna Giuseppe, Abenante Antonio, Pratesi Paolo, Lauri Marina, Razzoli Piero, Danti Giampiero, Ceccarelli Carluccio, Gaggini Claudio, Marchi Roberta, Melani Marcello, Scatragli David. Nomi riportati sul documento della Provincia di Pistoia Protocollo N° 5219-2-8 del 3 Agosto 2012. Chi non si è mai accorto di nulla, esca con una propria dichiarazione pubblica informando tutti noi con un: “LO GIURO CHE NON NE SAPEVO NULLA”.