costituzione fallita. IL POTERE È DI PER SÉ VIOLENTO: SE È UN POTERE “DEMOCRATICO E DISCUTIBILE”, CHE POTERE È? PER QUESTO LA MAGISTRATURA È DEFINITA ASSOLUTA E INDISCUTIBILE – E ALLA FACCIA DEL CITTADINO!

Grazie a Franceschini, nel 2016 Mantova passò capitale italiana della cultura. L’anno successivo toccò alla Pistoia di Samuele Bertinelli. Niente è per sempre, ma neppure per caso. Vediamo anche questa nuova metafora cittadina…



DA MANTOVA A PISTOIA IL PASSO È BREVE
E IL POPOLO OBBEDIRE E SCHIANTAR DEVE


 

Cari lettori comuni, un comune lettore, sabato scorso, 11 febbraio, dopo aver letto troppo duro. civiltà a confronto: l’umana modestia di platone e l’immonda arroganza del giudice di pistoia, mi ha scritto quel che state per leggere. E si riferiva alla magistratura penale di Pistoia:

Mi astengo da commenti perché tutto sommato non mi son trovato malissimo con lei! Però in qualche circostanza ho dovuto tornare sugli argomenti per chiarimenti che a me sembravano superflui, anzi già trattati e sviscerati.

Il male viene da altri e dico dal protervo e dagli stanziali che mietono i verdi prati pistoiesi e ne mungono le pecore e le vacche da troppo tempo! Sarebbe giunta l’ora di destituire il protervo e rimuovere i suoi malsani alfieri!

So che ci leggono e allora leggano e ci liberino della loro ingombrante e sudicia presenza di voyeurs.

Io non credo che si possa essere molto felici di vivere in una città in cui un procuratore capo arriva e si rivolge al popolo e al contado promettendo di voler «lavorare per la gente comune», ma poi si vede che le cose, se non vanno peggio di prima (e io personalmente  credo questo), non vanno neppur meglio.

La procura di Pistoia è – a mio avviso, e secondo il bellissimo art. 21 della Costituzione osannato dal giullare del re, quel Benigni che era tanto focàto per Berlinguer, ma è assai cambiato da quando ha fatto i quattrini a palate) –; la procura di Pistoia è un mirabilissimo esempio di invasione del potere sulla falsariga dei Gonzaga di Mantova.

I Gonzaga, cavallai/contadini, ricchi quanto volete, ma pur sempre gente di stalla e non di sangue blu; quel sangue blu se lo inventarono con un colpo di mano, entrando in Mantova, ammazzando tutti e prendendo il Palazzo del Capitano del Popolo, anche lui reo di essersi appropriato del potere: perché il potere si prende con la forza o non si ha. Guardate per esempio il Pd, che ha sempre govermato con colpi di mano, di Monti, di Napolitani e di Mattarelli.

La nostra amata democrazia, nata dalle polveri del fascismo (che ha cambiato colore, non modi) è solo servita ai cavallai del post-Liberazione per okkupare un potere che non era loro.

E lo hanno fatto benissimo: basta vedere la procura di Pistoia, area franca in cui capo e sostituti fanno esattamente quello che vogliono, quasi tenendo sotto ricatto perfino i giudici penali: che non possono non temere le mosse basse che abbiamo visto – in questi ultimi tre anni – prosperare e proliferare in ogni senso e direzione.

L’analisi – che non è reato – non è difficile da tracciare per un cittadino che non sia epigastràlgico e diarroico come il sindaco Benesperi di Agliana, che, a ogni cambio di vento, basta un rèfolo e lui si sente male.

Gente arrestata e uso a bizzeffe di domiciliari illeciti, in quanto non motivati o malissimamente motivati; sostituti che si permettono di non svolgere indagini e che, comunque, una volta che si sono messi in testa di avere ragione, arrivano «fino al vallo estremo, nel buio, perso il ricordo del mattino» (per citare Montale) e alla violazione dei diritti umani di difesa e di rispetto degli indagati e degli imputati (Linea Libera, Lara Turelli, Silvia Sarno, forse anche il comandante dei vigili di Montecatini).

Vi ricordate questi tempi, pistoiesi? Cos’è cambiato?

Poi il protezionismo con cui blindare certi personaggi documentalmente irricevibili come l’iper-protetto mai-comandante Andrea Alessandro Nesti & gentile consorte Milva Maria Cappellini, definita parte offesa da un Claudio Curreli che è – lui, personalmente – una evidente “offesa alla giustizia” e un modo di lavorare in malo modo (funziona o no l’art. 21? ditemi, voi) con il suo essere sostituto pubblico ministero e coordinatore dei flussi illeciti di illegali clandestini in violazione del suo dovere di fedele alle leggi dello stato; e ancora: al lavoro, tollerato da tutti, in perfetta incompatibilità con la propria gentile consorte, Nicoletta Maria Curci, nello stesso tribunale… Ma si può e si deve tollerare tutto questo? Si possono proteggere vergogne istituzionali come il sindaco Mazzanti di Quarrata, il suo comandante dei vigili, il falsario Marco Bai; lo spergiuro in aula Iuri Gelli, l’ingegner cognato del Pd-Toscana-Parrini; Simone Niccolai, l’assessore all’edilizia, che costruiva capannoni abusivi nel suo orto; o il Benesperi di Agliana col suo aggressivo e falso testimone Maurizio Ciottoli; o ancora molte altre «autorità costituite», fra cui anche il semi-analfabeta Gabriele Romiti?

Ecco, insomma, i protervi, gli stanziali e i pela-pecore dei verdi pascoli pistoiesi.

Caro governo guerrafondaio e filozelensky; caro guardasigilli Nordio: guarda si sigillare tutte queste prevaricazioni del diritto. È l’ora di farla finita con questa guerra combattuta tra procura e giudici penali, pur’ essi sotto evidente ricatto dei Gonzaga di Pistoia.

I cittadini non possono e non devono subire sfregi per colpa dei sostituti che non sembrano aver voglia di svolgere indagini serie

Sorvegliati tanto da non avere, alcuni di loro, non dico la forza, ma neppure l’ardire di fiatare contro l’illegalità conclamata: debolezza da cui salvo solo, a mio giudizio e con gratitudine personale, Stefano Billet e Pasquale Cerrone per la risposta da loro data alle prevaricazioni di un Leonardo De Gaudio e di una Luisa Serranti pronti a violare i diritti di difesa di una cittadina.

Si ricordino tutti, però, i “signori delle vite altrui” di Pistoia, che non semper Saturnalia erunt, sono è sempre carnevale. Cito e traduco a braccio dal Satyricon di Petronio, ove la Cena di Trimalchione tanto mi rammenta l’aria che spira in Palazzo Pretorio.

Niente è per sempre; e morto un papa se ne fa un altro; e non sono infiniti i tempi del Barracuda, allorquando i padroni si riunivano e decidevano non in camera di consiglio ma al Club del Napoli.

Quando è troppo, è troppo. Anche per i Gonzaga!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.it]


Se non ve ne siete ancora accorti, state attenti e osservate bene: la procura di Pistoia – quella dei processi non mediatici – parla attraverso Il Tirreno di Massimo Donati. Sempre primo a riferire fra i cronisti della mantovana Pistoia


Bibliografia

Brevi sui Gonzaga di Mantova: leggi qui
Lunghe sui Gonzaga di Pistoia: leggi e continua a leggere Linea Libera


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