E i cittadini, Gip Martucci, dovrebbero avere fiducia nella magistratura come Gesù dinanzi a Pilato?
Quella italiana è la Costituzione più bella del mondo
CON LA CARTA DI CREDITO S’ACQUIETA
LA MULTA DEL COMUNE DELL’AVETA
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Ma allora, Eccellentissimo Procuratore Capo Tommaso Coletta, le «prossimità sociali» non funzionano solo con lei, assolutamente sbilanciato a difendere, come un Lancillotto lancia in resta, la dottoressa Lucia Turco, sorella del suo «prossimo sociale» Luca Turco!
Il mal costume (mezzo [De] gaudio) discende in tutto e per tutto, in Italy, «per li rami», come direbbe il nonno Dante.
Di recente (rileggete qui) l’assessore Maurizio Ciottoli, pur invitato a non votare un provvedimento che pagava diecimila € circa all’officina di suo fratello, tirando dritto come il personaggio della storia del ventennio che gli è caro, non solo non è uscito dalla sala dove si votata, ma ha addirittura alzato anche la manina, mostrando che al mondo – grazie appunto alle «prossimità sociali» e anche familiari – «c’è chi pòle e chi non pòle: e lui pòle».
I vigili del Comune di Agliana multano chi invece di 60 all’ora fa 61 – e la prefettA delle crociere di don Manone gli dà ragione senza neppure leggere i ricorsi.
Poi i vigili vanno nella zona del negozio Santini Abbigliamenti, e staccano una serie di multe che però – come ha detto lo stesso Ciottoli – saranno pagate direttamente grazie alle sua ricca carta di credito.
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Ora salta fuori che l’auto che vedete nella foto, è ferma in evidente divieto di sosta da alcuni giorni. La zona è nei pressi di via Roma. Però…
Però… Di lì non ci passano i vigili per sanzionare la Panda-arancio? E non ci sono passati mai nei giorni scorsi? Oppure il Ciottoli ha già pagato le multe e ha acquisito il diritto di farla restare, quella Panda, colà dove si trova, anche per tutto lo stesso tempo delle auto lasciate nella sua officina in virtù delle dimenticanze del mai-comandante Nesti, fatto che è costato più di 10 mila euro fuori bilancio ai contribuenti aglianesi? Ma che casino!
No caro assessore no, Così non va. Diamo un addio all’amore, Se nell’amore è l’infelicità… Soprattutto anche perché, a guardar bene la Panda-arancio (da non confondere col Conto Arancio del Ciottoli), si scopre che sul retro c’è scritto: Noleggio Treemme, o la ditta di famiglia del Ciottoli.
E ora a capo. Il Ciottoli aggredisce la gente per via e in Comune: ma nessuno gli dice nulla. Il Ciottoli vota anche provvedimenti, che riguardano la sua azienda familiare: ma nessuno gli dice nulla. Il Ciottoli ha il porto d’armi, ma la prefettA (in crociera con don Manone) non gli leva di mano la rivoltella. E la procura della repubblica di Coletta non autorizza la questura a rilasciare i documenti con cui è stato richiesto il ritiro del porto d’armi, visto che il ciottoli non è uno stinco di santo.
Perciò i cittadini, Gip Martucci, dovrebbero avere fiducia nella magistratura come Gesù dinanzi a Ponzio Pilato? Dovrebbero essere scemi (come spesso lo sono).
Almeno Ciottoli pagasse di tasca propria anche la mia multa per 61 km all’ora! E invece non ci pensa nemmeno. Via, non è un fascista giusto, si occupa solo dei cavoli sua e del voto di scambio secondo i comandamenti del senatore La Pietra.
Ma in che stato si vive, gente? In quello Mattarella e di Bergoglio?
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.it]
Ora vediamo come si comporteranno i vigili di Agliana, che alla gente dicono perfino che ad Agrùmia non conta il Benesperi, ma il Ciottoli e soltanto lui…