“LE SCAPATE, DONNE OLTRE LE FERITE”, ARTE E FOTOGRAFIA DI ELEONORA SANTANNI

Nella foto da sinistra Patrizia Pacini di Natya Gioia, Eleonora Santanni, la fotografa Serena Gallorini e l’assessore alle pari opportunità, Luciana Gori

MONTEMURLO. Ancora una volta a Montemurlo marzo è il mese delle donne. Sono numerose le iniziative promosse dall’assessorato alle pari opportunità del Comune di Montemurlo e inserite nella rassegna “La rosa di Gerico” per parlare dell’universo al femminile, di ferite e di rinascite, di disperazione e di coraggio, di donne che non si sono arrese a una condizione di sofferenza.

Il primo evento dedicato a questo tema è la mostra di arte e fotografia “ Le Scapate”, che si è aperta ieri alla galleria della Sala Banti (piazza della Libertà- Montemurlo) e che sarà inaugurata ufficialmente domani domenica 3 marzo ore 17 con l’evento di teatro – danza Juke Box all’idrogeno. Sguardi di donne oltre la guerra a cura dell’associazione Natya Gioia.

Il volantino della mostra alla Sala Banti

“Le Scapate” è un progetto nato nel 2015 dall’idea dell’artista – avvocato montemurlese Eleonora Santanni con la collaborazione della fotografa Serena Gallorini, che, partendo dal vissuto doloroso della stessa artista, racconta il corpo della donna segnato da eventi traumatici e dalla malattia, come può essere un intervento al seno.

Goffo e con movenze sgraziate, il corpo della donna rappresentato nei lavori della Santanni e della Gallorini è una sorta di Venere contemporanea, che mette in mostra le proprie cicatrici come medaglie al valore, simbolo della vittoriosa lotta per la vita, per l’amore e la bellezza.

« Quello della Santanni è un progetto coraggioso che l’assessorato alle pari opportunità ha accolto volentieri all’interno della rassegna la “Rosa di Gerico”, per mandare un messaggio di incoraggiamento e di sostegno a tutte quelle donne che stanno affrontando un percorso doloroso di malattia — spiega l’assessore alle pari opportunità, Luciana Gori — Eleonora Santanni, attraverso il suo lavoro, ci restituisce l’accettazione di un corpo ferito dalla malattia, dagli interventi chirurgici, che riesce a mostrarsi aldilà degli stereotipi e mostrare tutta la sua bellezza e la sua forza».

La locandina dello spettacolo

«In un contesto sociale, culturale e artistico che rifiuta o sospende spesso la trattazione di questo tema, Le scapate, tramite il linguaggio dell’arte, restituisce un’immagine corporea alle donne che hanno affrontato malattie, lesioni e mutilazioni, che quotidianamente si confrontano con la ricostruzione della propria immagine corporea, combattendo angosce e fragilità, per recuperare l’autostima e una rinnovata immagine di sé», spiega Eleonora Santanni.

Le Scapate accoglie bozzetti di carta, opere pittoriche e materiche, piccole sculture in carta pesta e installazioni, in un unico universo narrativo: la fuga gioiosa dall’obbligo sociale di definizione della propria immagine attraverso i canoni imposti, una vera e propria catarsi rigenerativa simboleggiata dal corpo femminile privo di testa.

Le scapate, per definizione persone senza senno e senza giudizio, sventate, svagate e persino troppo allegre, nell’opera della Santanni, sono eroine positive che esortano tutte le donne all’abbandono della paura e dei modelli estetici ideali, alla cancellazione delle costruzioni sociali e dei simulacri estetici, per riconquistare il proprio corpo e la propria femminilità in maniera completamente istintiva e libera.

Alcune delle opere del progetto Le Scapate sono state esposte ad Expo Bologna 2018 nella Galleria Wikiarte, alla BIAS 2018 di Palermo ed presso la Galleria BCM di Barcellona in “Sensaciones”. Il progetto è curato da Elisabetta Rizzuto.

Nella foto da sinistra Patrizia Pacini di Natya Gioia, Eleonora Santanni, la fotografa Serena Gallorini e l’assessore alle pari opportunità, Luciana Gori

[masi— comune di montemurlo]

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