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MONT-ANA. La vicenda della cancellazione del servizio associato di Pm tra Agliana e Montale si chiuderà definitivamente il 1° settembre, ma la colpa non può essere imputabile all’amministrazione di Agliana quanto piuttosto – a quanto pare – ai disservizi causati dall’inerzia della comandante Nanni che non ha ancora risposto sulla questione del Targa System, una rilevazione strumentale delle vetture prive di assicurazione e revisione dei veicoli.
L’interpellanza formulata dall’allora consiglieri Benesperi e Baroncelli è ancora sulla scrivania della Nanni, che non ha formulato la risposta richiesta a oltre 100 giorni dal protocollo della formale interrogazione, allorquando la maggioranza dem abbandonò in massa la sala consiliare.
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Quando si dice sabotaggio di consiglieri che non pensano alla gestione trasparente e corretta del Comune in soddisfazione dei generali principi del “bene comune” dei cittadini, solo richiamato ma non attuato nei suggestivi discorsi di rito: intanto i cittadini hanno pagato facendosi “pelare” dei soldi su dei verbali illegittimi che, sono stati contestati con una procedura irregolare dall’amministrazione del Mont-Ana senza il rispetto dei protocolli ministeriali.
Allora ci chiediamo: cosa serve perché la macchina comunale funzioni e sia efficiente nel consegnare le risposte richieste?
La segretaria generale prosegue nella sua condizione di Fata Smemorina o intende sollecitare le risposte per dare seguito alle azioni disciplinari nei confronti dei dirigenti lassisti e incapaci?
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Di chi è la colpa della grave malagestione del servizio associato di Polizia municipale?
Il comandante Nanni vorrà rispondere almeno a questa domanda o il silenzio è una regola costante che si usa per coprire errori e cialtronerie che arrivano puntuali come nodi al pettine?
Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealinea.info]
тишина/silenzio. LA REGOLA DELLO ZIO GIUSEPPE
Secondo il principio giuridico per cui “ciò che è stato fatto non può non essere stato fatto” tacere è inutile e la verità viene a galla come i cadaveri in acqua
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DURANTE la guerra fredda, che non è quella combattuta in Siberia – come qualche bravo studente dell’esame di stato 2019 ha scritto sul tema –, l’unica regola inaugurata e perfezionata da parte dei compagni sovietici era il silenzio.
Silenzio istituzionale, silenzio di stato: un silenzio da facce scolpite nei ghiacci polari; quasi ebete e, soprattutto, profondamente idiota, perché con il silenzio, non si cancella il fatto in sé e per sé.
I cari non-più-compagni di oggi (come si definiscono loro, dandosi di progressisti…), quegli stessi che vogliono farci credere di essere cambiati e che somigliano ai mariti che picchiano le mogli e continuano a farlo ogni volta che, dopo averle maciullate, tornano pentiti e promettono di non farlo mai più (e tante signore beote ci credono finché non finiscono al cimitero); i cari non-più-compagni di oggi adottano una tecnica del tutto innovativa rispetto allo zio Nikita e alla crisi di cuba, al tempo della scarpa battuta sul banco dell’Onu, tutta roba che nessuno conosce – e per primi gli stessi dem renzo-calendaristi.
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Loro, dicevo, ai nostri hanno adottato una regola infallibile che si chiama тишина/silenzio: e la hanno riesumata (pensate che innovazione nella favolosa Europa del 21° secolo!) mutuandola dallo zio Giuseppe, ovviamente Stalin per chi è più acerbo delle sorba in storia.
Di questo passo i cari non-più-compagni di oggi che sono cambiati e non sono più comunisti, finiranno col riscoprire i metodi progressisti di Boris Godunov se non addirittura quelli di Ivan il Terribile, assolutamente efficaci e risolutivi.
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Nell’etica e nell’ottica dei non-più-compagni di Capalbio, il nome cambia ma la sostanza resta quella. E tutto va bene finché tutto resta com’è, con giornali e tv che parlano solo di frittelle e caciotte, feste di paese e sagre della birra con Godi, popolo!.
Se poi, per errore, si sveglia un (giornale) matto come Linea libera, la musica cambia e…
Ahimè, Betti! Ed ahimè, Nanni!
Saltan fuori tutti i danni.
Il silenzio non ci allocca,
se propina una farlocca
verità stretta fra i denti
buona sol per deficienti.
«Alla fine tutto torna»
e finisce in peste e corna.
Basta solo che si aspetti,
cara Nanni e caro Betti!
e.b.
[direttore@linealibera.it]
Scherzare humanum est
tacere diabolicum [e senza coperchi]
One thought on “mont-ana alla leopardi. POLIZIA MUNICIPALE: «SOVRUMANI SILENZI, E PROFONDISSIMA QUIETE…»”
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