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QUARRATA—FIRENZE. Alle finali del concorso internazionale Danza Firenze 2018 promosso da Opus Ballet domenica due giovani ballerine della scuola Multiverso danza diretta da Patrizia Cartei hanno ottenuto il primo premio nel duo classico baby. Ad aggiudicarsi l’ambita targa sono state Lavinia e Matilde Gori.
“Il Concorso DanzaFirenze con grande successo — spiega Patrizia Cartei — è arrivato alla sua 18ª edizione e si conferma un appuntamento internazionale imperdibile per giovani danzatori artisti emergenti e scuole di danza. Con la direzione artistica di Rosanna Brocanello e Daniel Tinazzi il Concorso dell’Opus Ballet è divenuto una manifestazione di grande qualità e grazie alla giuria d’eccezione e all’assegnazione di borse di studio offerte dalle migliori scuole e compagnie di fama internazionale, rappresenta una occasione unica per il futuro dei giovani artisti”.
Il Concorso di Firenze, con tre tappe in altrettanti luoghi d’Italia, anno dopo anno ha visto crescere la partecipazione di ballerini e coreografi provenienti da tutto il mondo.
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Una vetrina d’eccellenza per i giovani che vogliono avvicinarsi al professionismo e per i coreografi che intendono promuovere il proprio lavoro.
Alla finale erano presenti ragazzi e ragazze provenienti anche da scuole professionali da molti paesi europei e dell’Est.
“Nella tappa di selezione del centro Italia— aggiunge Cartei — erano state selezionate Giulia Verrengia, Francesca Kosinska, Sofia Mattei Cartei, Lavinia e Matilde Gori. Sabato sera (7 luglio) si sono svolte le finali e le nostre ragazze hanno ballato con grande gioia e tanta emozione. Lavinia e Matilde Gori sono state scelte e domenica 8 luglio, al galà finale, con grandi ospiti, hanno vinto il primo premio come duo classico baby!”.
“Finisce così la stagione 2017—2018 del MultiVersoDanza! Abbiamo lavorato tanto e tantissimi sono stati i bei risultati. Ogni anno— conclude— ci domandiamo se potremo mai fare meglio e puntualmente i nostri ragazzi ci stupiscono. Grazie ragazzi e ragazze, siete veramente unici e fortissimi!”.
[Andrea Balli]