Quando non sa che altro fare la procura fa scattare manette o domiciliari: poi si vedrà. E di recente – auspice il dottor Grieco – per una ammenda da 150 € si affibbiano 15 giorni di arresti. E se uno avesse riportato una multa di oltre 5 mila €, cosa avrebbe fatto il giudice terzo e imparziale? Avrebbe prenotato al colpevole un bel biglietto per Auschwitz?
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QUELLA GIUSTIZIA TRAGICA
FIRMATA PISTOIA. 2
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Si avvicina il 2 maggio, data di una nuova udienza del famoso confusissimo e fumoso maxi-processo politico contro Linea Libera e il suo direttore che sta sulle scatole alla procura di Pistoia perché è estremamente pericoloso, in quanto non si arresta neppure dinanzi alle «autorità costituite» dietro le quali si trincera la dottoressa Patrizia Martucci.
Stamattina vi faccio vedere cosa fu in grado di scrivere la Gip, a fine 2020, dietro le pressioni del sostituto Claudio Curreli, il prònubo delle sparizioni di fascicoli e il sostenitore della Terra Aperta, cabina di regìa grazie alla quale gli abitanti di Vicofaro devono sorbirsi di tutto e di più. Ma il Bianchini, che sta scrivendo, deve riempirsi la bocca di cemento armato più forte di quello del nuovo ponte di Genova: e deve cieca obbedienza al potere delle «autorità costituite».
Férmale, Marta Cartabia, queste «autorità costituite»! Perché, a mio parere, viste queste premesse, dentro ad esse, rigoglia rigogliosamente un rigoglio di autoritarismo degno dell’uomo della provvidenza e dei patti lateranensi.
Sempre a mio parere, per questi magistrati e per questa magistratura che – come dichiarato da Tommaso Coletta – lavora per la «gente comune» – El pueblo unido, jamás será vencido, ma solo nella canzone propagandistica (vedi Sergio Ortega, Quilapayun) di una sinistra anni 70 che ha combinato, fino ad oggi, più infamie di cent’anni di solitudine. E basta vedere la gente che vi galleggia a partire da D’Alema.
Per questo tipo di magistrati e di magistratura El pueblo unido, anche se ahora se alza en la lucha y con voz de gigante gritando: ¡Adelante! è e resta esattamente un «voi non siete un cazzo» del Marchese del Grillo.
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Osservate bene le vicende che mi hanno fatto finire agli arresti domiciliari per 104 giorni. La Gip Martucci aveva inoppugnabile prova della mia colpevolezza? Assolutamente no. Negli atti della Gip si parla solo di «indizi», cioè di nobilissime supposizioni – o, in altri termini più concreti, di chiacchiere che non fanno farina.
Anche nell’assoluzione del vergognoso processo toccato a Bertinelli, ex sindaco di Pistoia, qualcuno ha sottolineato che a Pistoia si fanno processi semplicemente indiziari. Roba da 10 e lode, no?
Il sostituto Curreli, quando mi ha ricoperto di querele ammucchiate come le foglie dei tigli del parterre di piazza San Francesco in autunno, aveva forse fatto fare indagini sulla verità delle mie affermazioni circa i fatti pubblicati nei miei articoli? Assolutamente no.
E ora con la verità, che cammina come una lumaca ma arriva sempre a galla come un cadavere, come la metteremo? Insisteremo ancora con la Gip Martucci che difende i suoi irrimediabili errori? Con Curreli che da Pistoia dovrebbe essere sospeso e rimosso in quanto in odor di incompatibilità ambientale – e tutti sanno perché? Con il sostituto Grieco che moraleggia giocherellando con la legge mosaica secondo cui le colpe dei padri devono ricadere per forza sui figli, e perciò mandando all’archivio (d’accordo ancora con la Gip Martucci) anche evidentissimi innegabili esempi di violenza privata? Con De Gaudio che ràvana nelle mie proprietà personali in custodia? Con Coletta che continua a lasciare arrestare mezza provincia senza rendersi conto di quello che gli accade intorno all’inceneritore, al Cassero, a Vicofaro, ai pozzi di Casalguidi, nella stessa procura che apre processi per Ctu che lavorano nello stesso tribunale – magari con Curreli o sua moglie Nicoletta Curci – o Vpo (Andrea Alessandro Nesti, comandante deposto di Agliana) e gentile signora Milva Maria Cappellini, alias Blimunda, che inchiodato per tre anni tre a fare da pubblica accusa è, ipso facto, più incompatibile, di essere tutelato dai suoi ex-colleghi togati, di un rene di macaco trapiantato su un umano?
Che razza di giustizia sarebbe questa, se non un percolato di gestione Dell’Anno, el fungador deposto dal Csm?
«Non si deve più rispetto a un uomo (e quindi alle autorità costituite) che alla verità», dichiara Socrate nel suo processo politico impancato come questo del sostituto Curreli.
Mi assale la nausea al semplice pensiero di dovere essere “per forza colpevole” non perché io lo sia, ma solo per un crimen lesae maiestatis che – a mio parere – tormenta, e non da mo’, qualche illustre membro della procura di Pistoia.
Il fatto, forse, che io, Edoardo Bianchini, giornalista professionista, padre ribelle al potere e generatore di figli ribelli al potere, abbia osato sfidare l’impancata del famoso processo «procura di Pistoia contro luogotenente Mancini»? Chissà…
All’epoca, l’ordine impartito a tutti i giornalisti di Pistoia era stato chiaro, da parte del fungador e/o dei suoi uomini: «Chi racconta il processo Mancini, non avrà più una notizia o una soffiata da queste auguste stanze!».
Un ordine – a mio parere – un po’ mafioso. E il Bianchini che fece, onorando il magistero di quell’Indro Montanelli decantato in aula da due filosofi morali come Claudio Curreli e Giuseppe Grieco?
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Il Bianchini, giornalista professionista all’altezza morale del suo ruolo, contrariamente a tutti gli altri “giornalisti” pistoiesi, scrisse tutto per filo e per segno. lo scrisse sul processo di primo grado a Pistoia e, successivamente, su quello di appello a Firenze: scassando, ovviamente, la minchia alla procura, alcuni dei cui membri avevano più cose da nascondere che da portare in piazza, alla luce del sole.
E lo fece, il Bianchini, perché aveva scelto il suo vero padrone: il lettore, dottoressa Martucci, dottor Curreli, dottor Grieco, dottor Coletta e tutto il resto in fila.
Infatti il padrone del vero giornalista è il lettore, non certo l’arroganza di chi, pur di esercitare il potere, si definisce pomposamente «autorità costituita».
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.it]
VIVA L’ITALIA! GUARDATE QUESTO VIDEO: È ISTRUTTIVO.
VEDRETE CHE LA PROCURA DIFENDE CHI FA QUELLO CHE VUOLE
E PERSÉGUITA CHI È DAVVERO PERSEGUITATO