Con questa intenzione il direttore della unità operativa di ostetricia e ginecologia il professor Pasquale Florio e la responsabile della unità operativa professionale ostetriche dottoressa Maria Luisa Niccolai oggi pomeriggio all’ospedale San Jacopo hanno organizzato un incontro tra le ostetriche e la “pioniera” del parto in acqua, la dottoressa Barbara Grandi, la quale ha illustrato la sua esperienza professionale e diretta.
La ginecologa, che ha lavorato dal 1982 all’ospedale di Poggibonsi, dove ha introdotto “la stanza naturale del parto”, attualmente si occupa infatti di eventi formativi destinati agli operatori dei punti nascita.
La vasca per il parto in acqua nell’ospedale San Jacopo è stata collocata in una stanza appositamente allestita all’interno del blocco parto: viene riempita di acqua calda quando la donna decide di utilizzarla, per favorire la naturalezza del travaglio.
“Anch’io ho partorito in acqua – ha raccontato la dottoressa Grandi – e dopo questa esperienza in prima persona sono ancora più convinta sia un privilegio per le mamme, poiché il caldo abbraccio dell’acqua costituisce anche un valido contenimento non farmacologico del dolore”.
Le sale travaglio-parto al San Jacopo sono quattro, di tratta di ambienti pensati e realizzati per accogliere le coppie di futuri genitori e per assicurare al bambino, fin dalle sue prime di vita, il più completo benessere in un ambiente il meno medicalizzato possibile. All’interno del blocco parto sono presenti anche un’ulteriore sala attrezzata per i parti difficoltosi, operativi, ed un sala operatoria per gli eventuali parti cesarei urgenti.
Sia nel punto nascita pistoiese che all’ospedale di Pescia viene promosso e sostenuto il parto fisiologico, in assenza di rischi e quando la gravidanza e il travaglio hanno avuto un decorso normale.
[ponticelli – ausl toscana centro]