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QUARRATA-PISTOIA. Buongiorno sig. Sindaco, mi chiamo Cristiano Caporizzi e sono residente in Quarrata via Forrottoli 241.
Le scrivo per informarLa, qualora non ne fosse a conoscenza, delle condizioni in cui si trova la palestra Marini.
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Non riesco a capire come si possa lasciare a se stessa un’opera così importante per la città, non siamo qui a chiedere che si avvii uno studio per la realizzazione di un nuovo edificio, ma la semplice manutenzione e qualora le risorse del comune da Lei amministrato lo permettano, Le chiederei di sostituire le lampade di illuminazione con sistemi illuminotecnici che riescano a superare la luce candela che gli atleti che frequentano la suddetta palestra sono costretti a sopportare.
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I muri sono da riprendere e imbiancare, la cosa che mi preoccupa di più è il fatto che in prossimità della porta di ingresso ho notato che l’intonaco è scoppiato a causa dell’ossidazione, inoltre la presenza di ruggine sull’armatura che compone la struttura mi fa pensare che possano esserci delle infiltrazioni.
Come ben saprà le infiltrazioni non sono da sottovalutare e qualora l’armatura fosse già parzialmente ossidata continuerebbe nel suo arrugginimento e si potrebbe arrivare ad avere problemi statici ben più gravi del problema attuale.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti, distinti saluti.
Cristiano Caporizzi
Ringrazio il lettore per aver lanciato la palla….ne parlavamo appunto in questi giorni con amici nel rilevare come ormai nemmeno le opere di manutenzione ordinaria più spicciola fossero state eseguite…..
Nel 1927 l’Opera Nazionale Balilla affida il progetto per la costruzione di una “Casa del Balilla” agli architetti Raffaello Fagnoni e Giovanni Michelucci. Il progetto iniziale, datato 1928, stabiliva un impianto distributivo “a elle” con l’edificio di ingresso al centro, la palestra a sinistra di questo e a destra un blocco curvilineo di collegamento con una scuola. Successivamente, al posto dell’edificio scolastico previsto lungo via del Molinuzzo, venne edificata una nuova palestra.
In seguito alla caduta del regime fascista, il complesso fu suddiviso in diverse unità immobiliari adibite, nel corso del tempo, a funzioni diverse: eccetto la palestra Marini che ha mantenuto la medesima destinazione d’uso dal 1935, gli altri spazi …….
Un edificio storico importante, anche per la storia dell’architettura della nostra Città, ma soprattutto la palestra dove tutti i ragazzi che hanno giocato a pallacanestro sono passati e ricordano con affetto, forse anche per essere l’unica in Italia con lo spogliatoio a comune, assolutamente non a norma, ma utile per socializzare e calmare gli animi alla fine delle parite! Senza dimenticare che ci hanno giocato atleti di livello nazionale!
Ormai è ridotta veramente male – i servizi igienici e le docce in condizioni al limite della decenza – e dispiace davvero vederla in quelle condizioni, soprattutto se proviamo ad immaginare a come potrebbe essere se restaurata a dovere.
Il ricordo del Prof. Arch. Giovanni Michelucci e la passione per la pallacanestro impongono di contribuire – insieme alla Amministrazione Comunale – al salvataggio della PALESTRA MARINI. Pertanto, fin da ora, mi rendo disponibile ad occuparmi della progettazione dell’intervento di ristrutturazione e restauro o comunque ad offrire le mie competenze al salvataggio della PALESTRA MARINI.
Credo che, in relazione al suo tuttora grande utilizzo, l’Amministrazione Comunale, se intervenisse, renderebbe davvero un grande servizio alla comunità sportiva e non della città.