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SE LO AVESSE POTUTO IMMAGINARE…
PISTOIA. Abbiamo ricevuto e pubblichiamo:
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Spettabili Organi di Stampa
via e-mail
L’Associazione “Amici del Forteguerri – APS”, costituita nel settembre scorso, comunica che, in data 16 novembre 2019, l’Assemblea dei Soci ha provveduto, ai sensi dello Statuto allegato all’Atto Costitutivo, ad eleggere i componenti del Consiglio Direttivo nelle persone di Lisabetta Buiani, Elena Dei, Luca Scorcelletti, Irene Mati, Paolo Bechi, Duccio Tanini e Francesca Martini.
Il Consiglio Direttivo, a sua volta, ha effettuato la nomina delle cariche associative indicando Lisabetta Buiani come Presidente, Luca Scorcelletti come suo Vice, Irene Mati in veste di Tesoriere e Francesca Martini come Segretario Verbalizzante; Paolo Bechi, supportato da Francesca Martini e Duccio Tanini per l’ambito Social Media, svolgerà il ruolo di Addetto Stampa.
Il Comitato Scientifico è composto dalle Professoresse Alessandra Berti e Giovanna Frosini, dai professori Giovanni Gaiffi, Giovanni Tarli Barbieri e Vincenzo Di Giacomo nonché dall’avvocato Andrea Niccolai e dal dottor Renzo Vannucci; in veste di Sindaco Revisore è stato nominato il dott. Alessandro Nerozzi.
L’Associazione, che ha come Soci Onorari la professoressa Giuliana Bonacchi Gazzarrini, il professore, già Preside, Giuliano Papini e la signora Marzia Forteguerri, nelle prossime settimane inizierà la programmazione delle proprie attività per l’anno 2020; coloro che sono interessati alla eventuale iscrizione sono invitati a fare richiesta dell’apposito modulo e delle modalità di adesione inviando una e-mail all’indirizzo amicidelforteguerri@gmail.com.
POSCIA, PIÙ CHE ’L DOLOR, POTÉ IL DIGIUNO
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E NASCE una nuova associazione di forteguerriani. La voglia di affermare la propria identità è riconosciuta a tutti, Salvini e Meloni esclusi, perché loro non sono piddìni e, soprattutto, non puzzano di sardine ma di fascisti, nudi e crudi, duri e puri.
Come dovere di cronaca, riporto il comunicato-stampa che ci è stato inviato (forse per errore, visto che noi siamo, a chiare note, politicamente scorretti?). Ma come giornalisti liberi davvero, intendiamo esercitare anche il libero diritto di critica: almeno fin quando giudici, M5S e Pd (tanto Renzi scompare, è questione di tempo), consociati con i cattolici di Bergoglio lo schiaffeggiatore, istituiranno, presso le procure italiane, a fianco del registro delle testate, anche l’Indice dei giornali fuorilegge.
Il Forteguerri, questa entità astratta e osannata da molti dei radical chic pistoiesi di dentro le mura, è da quel dì che non esiste più! L’ultima parvenza svanì con il preside fascista Nardi (se ricordo bene) nel 1968: quando tutto ribolliva verso il sol dell’avvenire e la prof.ssa Sbordoni, con falce e martello filosofico in mano, a qualsiasi proposta sensata rispondeva: «Eh, ma il discorso è un altro». Quale?
E quel discorso si è visto nei risultati: oves et boves promossi a valanga e consociazione Cgil-presidi di sinistra per consentire ai figli del popolo di passare indenni senza sapere una beata minchia.
Sì, cari pistoiesi doc. Il Forteguerri era esaurito nel comunismo dilagante che si è poi trasformato in catto-comunismo dilagato, fino al punto di vedere in cattedra, nell’istituto di cui orgogliosamente indossate la coccarda, dei somari matricolati frutto del sessantottismo senza limitismo che, a loro volta, hanno promosso e fatto laureare emeriti ovisodi beneficati con l’asperges della sinistra. Anche grazie a una preside quasi rifondarola che, per sostenere la democrazia, amava ripetere in segreteria: «Io sono la preside, faccio come voglio e vi monto in testa a tutti!». Testuali parole.
Protetta dalla Cgil e dal Pci e succedanei, la signora Rita Flamma fu censurata per comportamento antisindacale, ma fu sempre sostenuta come una benefattrice dalla muraglia cinese del partito; e, quando passò a miglior vita, lasciò il suo appartamento alla città: apprezzata e cara al Bertinelli, di cui era elettrice e sostenitrice. A proposito, che fine ha fatto quell’immobile?
E che nessuno si azzardi a far parola o muovere un dito, perché, di ciò che sto scrivendo, ho le prove cartacee e gli atti ufficiali, anche se andranno di traverso a molti: è così, a mio avviso, che si fa giornalismo ed educazione, raccontando la verità e non in altro modo, a dispetto di tutti i segretari Cgil-Scuola, dalla signora Roccella alla signora Regina Alberta Bresci e giù.
Dinanzi al comunicato che ho appena pubblicato, mi si acuisce il prurito da diabete, una patologia che ha in parte la sua radice anche nell’aria respirata al Forteguerri non da studente, ma da docente: insegnante non allineato, libero e che ha sempre mirato a svegliare le coscienze dei propri allievi, non ad assopirle come molti altri non-colleghi hanno teso a fare per decenni.
Il Forteguerri, cari forteguerriani-bene della Pistoia del dentro della cerchia antica, sono certo che si rigirerà nella tomba a vedere quanto spreco di energie si sta spendendo intorno al suo nome.
E sono certo anche di altro: che la sua memoria si onora assai di più passando una vita professionale di semplice, ma costante onestà (non quella dei 5 Stelle, s’intende!), che non esumando un «tromboviolino» mirante a dare e darsi visibilità, magari, in vista di una qualche ambiziosa carriera politica.
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La Pia Scuola della Sapienza è tramontata. Ora ne restano solo le ceneri. I migliori se ne sono andati o se ne stanno andando e del Forteguerri poche tracce sono rimaste: praticamente – direbbe don Lisander con la sua tabacchiera a portata di mano – le sue misere «superbe ruine». Oggi restano soltanto «l’opere imbelli dell’arse officine» e «i solchi bagnati di servo sudor».
Ora sta a voi – e alcuni di voi sono stati anche miei allievi simpatici che portarono una cassa da morto nel giardino del liceo, mentre ad altri sono cresciuti anche troppo i denti davanti – se decidere di continuare a inviarci comunicati stampa oppure, con indignata puzza sotto il naso, affermare che questa testata è un covo di fascisti – anche se personalmente (e contrariamente ad alcuni dei forteguerriani) io sono ancora qui, come dice Vasco Rossi, a piangere Craxi: l’unico in grado di tenere a bada il Partito Democristiano e, proprio per questo, fatto fuori da chi prega in chiesa ma con la tessera della sinistra in tasca.
Màzal tov, dicono gli ebrei: buona fortuna!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.it]
Chi è Pd e chi è cattolico deve sopportare pazientemente
le persone moleste che si rifiutano di imbrancarsi nel “pueblo unido”…
Sulla storia del Forteguerri in Èra-Flamma leggi: https://it.scribd.com/document/441754613/In-folio-1996-1999